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Parrocchie Valle del Chiese
Diocesi di Trento
Il Ministrante
Il ministrante o più comunemente chierichetto
presta il suo servizio durante le celebrazioni
liturgiche nelle comunità cristiane, ai sacerdoti e ai
diaconi.
La Costituzione Conciliare sulla Sacra Liturgia
"Sacrosanctum Concilium", al n. 29, cita i
"ministranti", definendo il loro un "vero ministero
liturgico". Si legge infatti: "Anche i ministranti, i
lettori, i commentatori e i membri della « schola
cantorum » svolgono un vero ministero liturgico.
Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella
sincera pietà e con quel buon ordine che conviene
a un così grande ministero e che il popolo di Dio
esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali
persone siano educate con cura, ognuna secondo
la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano
formate a svolgere la propria parte secondo le
norme stabilite e con ordine".
A = amore. Ogni gesto che fai all’altare fallo con
la cura, l’attenzione e la delicatezza con cui
daresti una carezza ad un bambino. Quel
bimbo è Gesù che viene nel pane e nel vino.

B = ballare. Agitarsi non è ballare, per ballare
bene bisogna andare a tempo di musica. Anche
all’altare agitarsi non basta, bisogna seguire il
ritmo che è la liturgia. Fare tutto con calma e
non fare nulla se non si è sicuri.

C = coraggio. Non avere paura di quello che gli
altri pensano di te, se sbaglierai o farai
figuracce. Gioisci, piuttosto, del fatto che Gesù,
un giorno, ti dirà grazie di essergli stato così
vicino e di averLo aiutato ad incontrare tante
persone.

D = distrazioni. All’altare si apre la porta del
cielo sulla terra, basta una piccola distrazione a
rovinare tutto. Non distrarti, per non distrarre!

E = esserci. La tua presenza è importante, più
ancora di quello che sai o non sai fare. Gesù ti
aspetta, il sacerdote ti aspetta, i tuoi amici ti
aspettano. Non è lo stesso venire una volta di
più o una volta di meno!

F = fiducia. I carcerati hanno bisogno di
continui controlli, tu no. Se hai la fiducia del tuo
don, non tradirla. Ogni chiacchiera o parola
inutile, risate o peggio ancora sono un
tradimento. Ogni cosa ha il suo momento. 

G = guardare. Gli apostoli hanno visto ed
hanno creduto in Gesù. Per imparare a fare
bene guarda i più grandi ed i più esperti, per
incontrare Gesù guarda ed ascolta il tuo don e
coloro che ti fanno crescere nella fede. Ricorda
che all’altare la gente guarda anche te  ed così
come ti comporti pregherà meglio o peggio.

I = incarichi. Sono tutti importanti, tutti utili,
tutti belli perché ciò che conta è poter aiutare
Gesù ad incontrare la comunità. Non ti capiti di
cascare in un’altra “I”, l’INVIDIA. Un cuore
invidioso Gesù non lo merita accanto a sé.

L = liturgia. È l’indirizzo di Dio. Quando la
Chiesa prega riunita, Lui è sempre presente.
Perderesti l’occasione di incontrare il tuo
migliore amico? No? Neppure io, ti aspetto
dunque là dove c’è una liturgia.

M = mani. Quando non le usi per servire, e non
sai dove metterle, il posto migliore è una
nell’altra, in preghiera. Così ricordi a te stesso
ed a chi ti vede che quello che si fa è incontrare
Gesù.

N = no. Il vero ministrante sa che non deve
cedere alle tentazioni: di parlare, di distrarsi e
distrarre. Così ha fatto Gesù che non è sceso
dalla croce, anche se è un posto parecchio
scomodo.

O = ordine. Piano piano cerca di imparare quel
è l’ordine di quello che accade a Messa o nelle
altre liturgie. Così non ti preoccuperai più di
quello che bisogna fare e potrai rivolgere di più
il tuo cuore a Gesù.

P = precisione. Ci si arrabbia quando sulla
torta di compleanno c’è una candelina di meno.
Non è lo stesso fare le cose così come vengono o
bene. Basta una sola nota fuori posto che tutta
la musica è rovinata.

Q = quasi. Non esiste il chierichetto perfetto.
Esiste solo il chierichetto che ci mette tutto per
diventarlo. Pensando sempre così non ti
sentirai superbo credendoti chissà chi né ti
sentirai un buono a nulla. Siamo tutti in corsa
verso la perfezione, tutti quasi santi!

R = riflessione. Gesù ti ha donato l’intelligenza:
perché tu la usassi! Non fare mai o dire mai
nulla senza averci prima pensato. La
riflessione, però, è come una gamba. Da sola
non basta, non si usa da sola. Per correre è
sempre necessaria l’altra gamba che è l’amore.

S = silenzio. Si prega con le parole, ma si prega
anche con il silenzio. Non è un momento di
vuoto, di pausa, di nulla. È il momento in cui
Gesù parla al nostro cuore. Glielo permetti? Lo
ascolterai?

T = tabernacolo. È il luogo dove Gesù è presente
con tutto se stesso. Non è un vero ministrante
uno che, entrando ed uscendo da una Chiesa,
non lo cerchi con lo sguardo e non dica un
“Ciao, ti voglio bene!” a Gesù.

U = ubbidienza. Diventa santo chi sa obbedire,
comanderà con giustizia chi sa obbedire. Andrà
in Paradiso chi avrà obbedito a Dio Padre.
L’obbedienza si impara anche dalle piccole cose
che si fanno all’altare.

V = volontà. Un vero chierichetto non dice mai
“non ci riesco” o “non sono capace”. Dice “da
solo non ci riesco, se mi insegni imparerò”. Con
la buona volontà, l’aiuto di chi è più grande ed
esperto e di Gesù si può fare tutto il bene che
siamo chiamati a fare.

X = per. Tutto quello che facciamo è PER Gesù,
PER la comunità, PER coloro a cui vogliamo
bene, PER coloro che ci stanno antipatici. Tutto
ciò che è fatto PER, Dio Padre ce lo ridonerà…
moltiplicato PER il Suo amore infinito!

Z  = zzzz. Dormire. Se sei accanto a Gesù, se
lavori per Lui, se sei chiamato da Lui ad aiutare
gli altri  a pregare, pensi di poter dormire
all’altare? No, vero? Il chierichetto è uno
SVEGLIO!
L'Alfabeto del Chierichetto DOC Preghiera del Chierichetto Decalogo del Ministrante
1. La Chiesa è la casa di Dio: entrato genufletti
     e fai il segno della Croce.
2. Cammina piano e compostamente.
3. Arriva in tempo per salutare il Signore e pregare
    un po' personalmente.
4. Accordati per il servizio prima dell'inizio della
    celebrazione.
5. Precedi il celebrante con ordine e serietà.
6. Fatta la genuflessione al tabernacolo va' al tuo  
     posto in silenzio.
7. Ascolta con attenzione la Parola di Dio.
8. Stà composto sull'altare.
9. Presta attenzione al celebrante.
10. Sei vicino a Gesù: comportati come lui.
San Tarcisio Martire nasce a Roma nel 263 d.C. e vi
muore nel 275 d.C.  Giovinetto, fu aggredito mentre
portava l'Eucaristia ai cristiani imprigionati durante 
la persecuzione di Aureliano.
Egli venne ucciso da alcuni suoi coetanei che,
insospettiti dal suo non volersi fermare con loro a
giocare e da qualcosa che teneva nascosto al petto,
cominciarono prima a prenderlo in giro, poi a
provocarlo; infine, una volta accortisi che era
cristiano e portava con sé l'eucaristia, a picchiarlo
selvaggiamente.
Il Patrono dei Chierichetti
* Gioca con Samuel - 1
Signore, Dio Padre,
io non conosco il mio avvenire
ma so che lo conosci Tu
che mi vuoi bene.

Fammi conoscere e amare
ciò che Tu vuoi da me,
perché il Tuo progetto
su di me si realizzi.

Donami un cuore limpido,
capace di accogliere
la tua parola.

Tu vuoi che nel mondo
sia utile anch'io,
che la mia vita sia donata con amore:
Fammi degno, Signore,
di questa chiamata.

Rendimi capace di sviluppare
i doni che mi hai dato;
fammi docile alla voce
dello Spirito Santo...

Se mi chiamerai a essere
Tuo sacerdote o missionario,
religioso o consacrato,
dammi la forza di seguirti.

Fa' che sempre, come Maria,
io compia con amore
ciò che piace a Te.
Amen