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Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni,  Brione, Por
ore 20.00  Bersone, Cimego,
Lodrone 

DOMENICHE E FESTE
ore 9.00  Castel Condino, Daone
ore 9.30  
Darzo
ore 10.30  Creto
ore 11.00 
Bondone
ore 15.30  Faserno
ore 16.00 Limes
ore 18.00  Agrone, Prezzo
ore 20.00  Condino, Praso, Storo

Orari Sante Messe Estate 2026
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ORARI SANTE MESSE
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Parrocchie della Valle del Chiese - Diocesi di Trento
 
 

 

 
 
 
 
Con gli occhi di Dio
 

"Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate"

Preghiera di Adorazione per nuovi Sacerdoti
Uniti nella preghiera per le vocazioni, siamo invitati giovedì 2 luglio alle ore 20.30 alla Preghiera di Adorazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo Lauro, nella chiesa di Vigo Rendena, per chiedere al Signore il dono di nuovi sacerdoti.
La partecipazione di tutti sarà un prezioso segno di comunione e di speranza.

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Libretto Adorazione Eucarisica
 

 

Sagre e Messe in montagna
 
Saluto a don Carlo Crepaz
La Parola di don Luigi
Sagre e Messe in montagna: fede, natura e comunità

Con l'inizio della stagione estiva tornano gli appuntamenti con le tradizionali Messe in montagna, momenti che uniscono spiritualità, natura e condivisione. Tra il silenzio delle vette e la bellezza del paesaggio alpino, fedeli, famiglie, escursionisti e visitatori si ritrovano all'aria aperta per vivere un'esperienza di preghiera e riflessione.

Le celebrazioni offrono l'opportunità di riscoprire i valori del raccoglimento, della solidarietà e del rispetto per il creato. Le montagne, con la loro imponenza e tranquillità, fanno da cornice a un appuntamento che coniuga fede e tradizione, rafforzando il legame con il territorio.

Le iniziative sono realizzate grazie alla collaborazione tra le parrocchie e le associazioni locali, che ogni anno mettono in campo impegno e partecipazione per valorizzare il patrimonio umano, culturale e ambientale delle comunità alpine.

Le Messe in montagna rappresentano un invito a trascorrere momenti di fede, amicizia e serenità immersi nella straordinaria bellezza della natura.

Scarica la locandina
La chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Canazei al limitare della Val di Fassa, la stessa in cui sessantun anni fa aveva ricevuto il Battesimo, non è riuscita a contenere il dolore e l’affetto per don Carlo Crepaz, il parroco della Val Rendena morto improvvisamente mentre percorreva in bicicletta la ciclabile della valle.

Attorno alla mamma Cesarina, alla sorella Luciana e ai familiari si è stretta nel pomeriggio di oggi, giovedì 25 giugno, l’intera Chiesa trentina. A presiedere le esequie, l’arcivescovo Lauro Tisi, affiancato dal vescovo emerito missionario Mariano Manzana, che aveva più volte raggiunto don Carlo durante i suoi dodici anni di missione in Ciad. Insieme ai compagni di ordinazione di don Crepaz , hanno concelebrato una sessantina di preti, segno della profonda fraternità che il sacerdote aveva saputo costruire nel presbiterio.

Tra i banchi gremiti spiccavano le divise dei Vigili del Fuoco volontari, della banda comunale e del gruppo folk di Canazei, mentre il coro parrocchiale, accompagnato dalle chitarre – lo strumento tanto amato da don Carlo fin da ragazzo – ha accompagnato la liturgia....


Partecipazione al lutto delle Parrocchie della Valle del Chiese
Papa Leone  e il rifiuto della guerra
Il pontificato di Papa Leone XIV si distingue per una posizione estremamente ferma contro ogni forma di conflitto armato. Al centro del suo magistero emerge un’idea di pace radicale, che non si limita a condannare la guerra, ma tende a superare anche la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, a lungo presente nella riflessione morale della Chiesa.

Nel corso dei suoi interventi più recenti, il Papa ha espresso con grande chiarezza la necessità di fermare ogni escalation di violenza, richiamando i responsabili politici e militari alle loro responsabilità. Le sue parole sottolineano il rischio che i conflitti contemporanei possano degenerare in tragedie irreparabili, con conseguenze devastanti soprattutto per le popolazioni civili.

Uno degli elementi più innovativi del suo pensiero è proprio il superamento dell’idea che una guerra possa essere moralmente giustificata. Secondo Leone XIV, le condizioni storiche attuali – segnate da armamenti sempre più distruttivi e da conflitti complessi – rendono ormai inaccettabile qualsiasi tentativo di legittimare la violenza come strumento di soluzione. La guerra, in questa prospettiva, non è mai una vera risposta, ma rappresenta sempre una sconfitta dell’umanità.

Fondamentale è anche il richiamo al messaggio evangelico. Il Papa insiste sul fatto che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza e che l’esempio di Gesù indica una via diversa: quella della non violenza, del dialogo e del perdono. In questa luce, la fede non deve essere utilizzata per dividere o alimentare conflitti, ma per costruire ponti tra le persone e i popoli.

Accanto alla condanna della guerra, Leone XIV propone una visione positiva della pace. Essa non è soltanto assenza di conflitto, ma un impegno attivo che coinvolge tutti: leader politici, istituzioni e cittadini. La pace si costruisce attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la volontà di incontrare l’altro senza cercare di dominarlo.

Un ruolo importante è attribuito anche all’educazione. I credenti sono chiamati a diventare operatori di pace nella vita quotidiana, contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa.
Fuochi Eucaristici
Non più la mia parrocchia, ma la nostra comunità”

Nel giorno della Solennità del Corpus Domini, giovedì 4 giugno 2026, l’arcivescovo Lauro Tisi consegna alla Chiesa di Trento la nota pastorale “Verso i Fuochi Eucaristici”, un documento che intende accompagnare le comunità cristiane della Diocesi in un passaggio significativo di conversione pastorale, legato alla vita eucaristica, alla riorganizzazione delle celebrazioni domenicali e al cammino di unificazione degli enti parrocchiali.

Il testo nasce dalla consapevolezza che il tempo attuale, segnato da cambiamenti rapidi, dalla diminuzione dei presbiteri e dalla trasformazione della pratica religiosa, chiede alle comunità cristiane di abitare la realtà con creatività, speranza e responsabilità. Non si tratta, sottolinea l’Arcivescovo anche alla luce dell’esperienza della Visita pastorale, di una semplice operazione organizzativa, ma di un percorso spirituale ed ecclesiale: ritrovare nell’Eucaristia il cuore della vita comunitaria e lasciarsi plasmare da essa.

Fuoco Eucaristico, per celebrazioni più partecipate

Il Fuoco Eucaristico viene definito come il convergere di più comunità cristiane limitrofe in un’unica celebrazione domenicale o festiva. L’obiettivo non è impoverire la vita delle parrocchie, ma qualificare il momento celebrativo, rendendolo più partecipato, curato e capace di valorizzare le diverse ministerialità: cori, lettori, ministri della comunione, ministranti, sacristi, volontari e laici corresponsabili.

“L’Eucaristia rimane al centro della vita delle comunità, che si radunano da più parti attorno a un’unica mensa”, scrive don Lauro. Da qui l’invito a superare una visione frammentata o localistica della vita parrocchiale: “Non più ‘la mia parrocchia’, ma ‘la nostra comunità’”.

Testo integrale della nota pastorale
Commento al Vangelo di domenica 12 luglio

Ascoltare
“…terreno buono è colui che ascolta la parola e la comprende…”

La fede biblica non si basa sulla visione di Dio, ma sull’ascolto della sua parola.
“Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”.
Ci sono tante forme di ascolto, non solo con l’orecchio, ma anche con la mente, col cuore e con tutti i nostri sensi.
Si passa dal sentire, all’udire, al percepire, all’obbedire e soprattutto al mettere in pratica: “Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono”.
Gesù risponde che il primo comandamento inizia così: “Ascolta, Israele!”.
Un ascolto che diventa impegno a convertirsi, a realizzare nella vita quanto si è ascoltato: “Non chi dice: Signore, Signore! Ma chi fa…”.
Il cristiano è stato definito “uditore della Parola”.
Anche la preghiera non deve ridursi a parlare con Dio, ma giungere all’ascolto: “Sacrifici e offerta non gradisci, l’orecchio mi hai aperto”.
Chi sa ascoltare veramente il Signore diventa capace di ascoltare sé stesso in sincerità e i fratelli con carità.
Uno è grande e intelligente non tanto per quello che sa dire ma per come sa ascoltare: parlare educa, ascoltare edifica.
La vita cristiana si qualifica nel mettere in pratica la Parola: “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
“Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore”.