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Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni, Brione, Por
ore 18.30 Lodrone
ore 20.00 Bersone, Cimego,
Lodrone
DOMENICHE E FESTE
ore 9.00 Castel Condino, Daone
ore 9.30 Bondone
ore 10.30 Condino, Creto
ore 11.00 Darzo
ore 18.00 Agrone, Prezzo
ore 20.00 Praso, Storo
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ORARI SANTE MESSE
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Tutela Minori
È attivo il Servizio diocesano per la tutela dei minori con un duplice obiettivo: promuovere in Diocesi misure adeguate di prevenzione in relazione ad abusi sessuali e violenze; accogliere segnalazioni di casi verificatisi nell’ambito della Chiesa trentina e all’interno di associazioni e gruppi ecclesiali, impegnati per e con i minori, con un’attenzione particolare anche agli adulti vulnerabili.
Il Centro di Ascolto risponde al nuovo numero telefonico, 349/23.72.946 (il numero di telefono è stato cambiato il 28/10/2020) e all'indirizzo mail tutelaminori@diocesitn.it. L'indirizzo postale è: Servizio Tutela Minori, piazza Fiera 2 – 38122 TRENTO.
Percorsi per fidanati
Gesù, pensaci tu!
Via Crucis dei Giovani
La Parola di don Luigi

Preghiera a Gesù Risorto
di don Bruno Borelli
O mio caro Gesù Risorto,
io credo che sei vivo e attivo, che stai con me e mi cammini accanto nella vita. La fede mi fa vedere le orme dei tuoi piedi accanto ai miei passi e credo che quando nei passaggi difficili della mia vita esse spariscono è perché tu mi prendi in braccio e mi porti.
Ora voglio promettere di dirti sempre questa preghiera: “Gesù, pensaci tu”, come atto di fiducia in te e di abbandono a te, perché tu hai promesso di esaudire sempre questa preghiera.
Allora quando mi assale la paura: “Gesù, pensaci tu”;
quando l’ansia mi agita e mi stanca: “Gesù, pensaci tu”;
quando una preoccupazione mi angoscia e mi pesa: “Gesù, pensaci tu”;
quando vedo arrivare un pericolo: “Gesù, pensaci tu”;
quando una situazione mi crea confusione e incertezza: “Gesù, pensaci tu”;
quando mi sento oppresso da delusioni e incomprensioni: “Gesù, pensaci tu”;
quando una persona mi fa star male e mi stressa: “Gesù, pensaci tu”; quando mi coglie la solitudine e l’abbandono: “Gesù, pensaci tu”; quando un ambiente mi da insoddisfazione e frustrazione: “Gesù, pensaci tu”;
quando una malattia mi disturba e mi ferisce: “Gesù, pensaci tu”; quando un inconveniente mi innervosisce: “Gesù, pensaci tu”; quando una tristezza mi manda in depressione: “Gesù, pensaci tu”; quando una prova nella vita mi turba e mi scoraggia: “Gesù, pensaci tu”;
quando qualcuno o qualcosa mi fa arrabbiare e soffrire: “Gesù, pensaci tu”;
quando un problema futuro mi toglie il sonno: “Gesù, pensaci tu”; quando un litigio mi fa perdere la pace: “Gesù, pensaci tu”;
quando mi arriva insicurezza e povertà: “Gesù, pensaci tu”;
quando un lutto mi fa piangere: “Gesù, pensaci tu”;
per qualunque situazione mia e dei miei cari: “Gesù, pensaci tu”.
Chiudo gli occhi e concludo: “Grazie Gesù Risorto che ci pensi tu e intervieni, operi, provvedi, risolvi, aggiusti tu”.
Amen.
…. e prometto di amarti per tutta la vita!
Il percorso intende dare un aiuto alle coppie di fidanzati
a matura una scelta consapevole e responsabile del matrimonio cristiano.
Dal 10 gennaio al 7 marzo 2026
PONTE ARCHE c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com
Dal 4 marzo al 6 maggio 2026
SPIAZZO c/o oratorio, ore 20.30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com
Dal 10 aprile al 5 giugno 2026
CONDINO c/o oratorio, ore 20,30
Iscrizioni: don Sergio Nicolli tel. 335-677.47.35
mail a sergionicolli@gmail.com

Pasqua - 5 aprile 2026
Vuoto “
Cristo Gesù svuotò sé stesso…”
La fede cristiana non si fonda sul vuoto della morte, ma sulla pienezza di vita.
La morte di Gesù ha creato un vuoto, che è stato colmato dalla risurrezione.
Le donne e i discepoli, al mattino di pasqua non hanno visto solo un sepolcro vuoto - il corpo di Gesù poteva anche essere spostato, una diceria che continua ancor oggi - ma hanno incontrato il Vivente.
La morte di Gesù non ha svuotato la sua presenza, ma l’ha resa nuova. Il sepolcro vuoto non testimonia il nulla della morte, ma un passaggio al di là della morte: “La vita non è tolta, ma trasformata”.
Con la sua morte Gesù ha svuotato tutto sé stesso, per riempirlo della potenza dell’amore: “Più forte della morte è l’amore”.
Dio ha creato tutte le cose dal nulla, è partito dal vuoto. Il peccato ha svuotato completamente Gesù, ma questo vuoto ha fatto spazio ad una nuova vita, che ha vinto il peccato e la morte: “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa”.
La morte svuota la nostra vita, le nostre case, i nostri sentimenti più veri, ci toglie ciò che di più prezioso abbiamo: i nostri cari.
Chi muore lascia tutto, crea un vuoto profondo dentro di noi.
Un vuoto che nessuna realtà umana può riempire, spiegare, accettare. Quando siamo tropo pieni di noi stessi, quando pensiamo di salvarci da soli, ci attende solo il vuoto della morte e il baratro del non senso, se invece la vita la riempiamo dell’amore di Dio e dei fratelli, allora essa trova un significato.
Con la morte la nostra vita non si svuota, ma si riempie di vita eterna.
Ogni giorno impariamo o siamo costretti a svuotare noi stessi, il problema è di cosa e come riempiamo questo vuoto: gratta e perdi o credi e vinci? Non un vuoto fine a se stesso, ma che attende di essere ricolmato.
Il vuoto può far spazio al nulla, oppure al nuovo: dipende da noi.
La Via Crucis Vivente si conferma uno degli appuntamenti più intensi del tempo di Quaresima, capace di unire fede, tradizione e partecipazione comunitaria.
A Bondone, le vie del borgo si sono trasformate in un suggestivo palcoscenico a cielo aperto, dove decine di figuranti – in particolare i giovani dell’Unità Pastorale Madonna dell’Aiuto – hanno dato vita alle tappe della Passione di Cristo, dalla condanna alla crocifissione.
Tra vicoli e scorci caratteristici, la rappresentazione è stata accompagnata da preghiere, canti e letture, offrendo ai presenti non solo un momento scenico di grande impatto, ma anche un’occasione autentica di riflessione e raccoglimento.
Numerosa e sentita la partecipazione della comunità, segno di una tradizione che continua a rinnovarsi e a mantenere vivo il suo profondo valore spirituale e culturale.
Un evento che va oltre la rappresentazione: un’esperienza condivisa di fede, memoria e identità.