Copyright © 2016 by "DECANATO DI CONDINO" - Tutti i diritti riservati
Responsabile sito : don Vincenzo Lupoli - 38083 Borgo Chiese (TN) - Codice fiscale LPL VCN 84L22 H612U
Copyright © 2016 by "DECANATO DI CONDINO" - Tutti i diritti riservati
Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni, Brione, Por
ore 20.00 Bersone, Cimego,
Lodrone
DOMENICHE E FESTE
ore 9.00 Castel Condino, Daone
ore 9.30 Darzo
ore 10.30 Creto
ore 11.00 Bondone
ore 15.30 Faserno
ore 16.00 Limes
ore 18.00 Agrone, Prezzo
ore 20.00 Condino, Praso, Storo
Orari Sante Messe Estate 2026
Scarica l'App gratuita
ORARI SANTE MESSE
della VALLE DEL CHIESE quindi fotografa il QR Code oppure vai all'indirizzo
www.mondials.com/MESSE-CHIESE.html
usando il tuo smartphone!
Se hai telegram e vuoi ricevere tutte le settimane il foglietto degli avvisi o altre comunicazioni direttamente sul tuo cellulare iscriviti al canale Parrocchie della valle del Chiese.
https://t.me/parrocchiechiese
Con gli occhi di Dio
"Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate"
Preghiera di Adorazione per nuovi Sacerdoti
Uniti nella preghiera per le vocazioni, siamo invitati giovedì 2 luglio alle ore 20.30 alla Preghiera di Adorazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo Lauro, nella chiesa di Vigo Rendena, per chiedere al Signore il dono di nuovi sacerdoti.
La partecipazione di tutti sarà un prezioso segno di comunione e di speranza.
Scarica la locandina
Libretto Adorazione Eucarisica
Sagre e Messe in montagna
Corso per il diaconato
La Parola di don Luigi

Sagre e Messe in montagna: fede, natura e comunità
Con l'inizio della stagione estiva tornano gli appuntamenti con le tradizionali Messe in montagna, momenti che uniscono spiritualità, natura e condivisione. Tra il silenzio delle vette e la bellezza del paesaggio alpino, fedeli, famiglie, escursionisti e visitatori si ritrovano all'aria aperta per vivere un'esperienza di preghiera e riflessione.
Le celebrazioni offrono l'opportunità di riscoprire i valori del raccoglimento, della solidarietà e del rispetto per il creato. Le montagne, con la loro imponenza e tranquillità, fanno da cornice a un appuntamento che coniuga fede e tradizione, rafforzando il legame con il territorio.
Le iniziative sono realizzate grazie alla collaborazione tra le parrocchie e le associazioni locali, che ogni anno mettono in campo impegno e partecipazione per valorizzare il patrimonio umano, culturale e ambientale delle comunità alpine.
Le Messe in montagna rappresentano un invito a trascorrere momenti di fede, amicizia e serenità immersi nella straordinaria bellezza della natura.
Scarica la locandina
Un percorso per approfondire la tradizione del pensiero cristiano in dialogo con l’oggi della Chiesa e del contesto socio-culturale. L’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento, in collaborazione con la Scuola Diocesana di Formazione Teologica, propone tra settembre e ottobre un corso sul diaconato dal titolo “In ascolto di ciò che lo Spirito dice ora alle Chiese”. A guidarlo sarà il professor Tiziano Civettini, diacono.
Il corso intende ripercorrere, in forma sintetica, le tappe principali del magistero, della storia e della teologia del diaconato fino a oggi. Saranno affrontati anche alcuni “nodi” aperti, alla luce della recente riflessione teologica e dell’esperienza sinodale della Chiesa. Accanto alle lezioni frontali sono previsti momenti di confronto in aula, a partire dallo studio personale di testi e articoli indicati dal docente.
Gli incontri si terranno nei mercoledì 7, 14, 21 e 28 ottobre 2026, dalle 18.00 alle 19.30, esclusivamente in presenza, sempre presso l’ISSR “Romano Guardini” a Trento. (Iscrizioni e informazioni
Le iscrizioni sono aperte dall’8 giugno al 13 luglio e poi dal 25 agosto al 3 settembre presso la segreteria dell'ISSR. È possibile contattare l’Istituto
al numero 0461 912007.
Scarica la locandina

Il pontificato di Papa Leone XIV si distingue per una posizione estremamente ferma contro ogni forma di conflitto armato. Al centro del suo magistero emerge un’idea di pace radicale, che non si limita a condannare la guerra, ma tende a superare anche la tradizionale dottrina della “guerra giusta”, a lungo presente nella riflessione morale della Chiesa.
Nel corso dei suoi interventi più recenti, il Papa ha espresso con grande chiarezza la necessità di fermare ogni escalation di violenza, richiamando i responsabili politici e militari alle loro responsabilità. Le sue parole sottolineano il rischio che i conflitti contemporanei possano degenerare in tragedie irreparabili, con conseguenze devastanti soprattutto per le popolazioni civili.
Uno degli elementi più innovativi del suo pensiero è proprio il superamento dell’idea che una guerra possa essere moralmente giustificata. Secondo Leone XIV, le condizioni storiche attuali – segnate da armamenti sempre più distruttivi e da conflitti complessi – rendono ormai inaccettabile qualsiasi tentativo di legittimare la violenza come strumento di soluzione. La guerra, in questa prospettiva, non è mai una vera risposta, ma rappresenta sempre una sconfitta dell’umanità.
Fondamentale è anche il richiamo al messaggio evangelico. Il Papa insiste sul fatto che Dio non può essere invocato per giustificare la violenza e che l’esempio di Gesù indica una via diversa: quella della non violenza, del dialogo e del perdono. In questa luce, la fede non deve essere utilizzata per dividere o alimentare conflitti, ma per costruire ponti tra le persone e i popoli.
Accanto alla condanna della guerra, Leone XIV propone una visione positiva della pace. Essa non è soltanto assenza di conflitto, ma un impegno attivo che coinvolge tutti: leader politici, istituzioni e cittadini. La pace si costruisce attraverso il dialogo, il rispetto reciproco e la volontà di incontrare l’altro senza cercare di dominarlo.
Un ruolo importante è attribuito anche all’educazione. I credenti sono chiamati a diventare operatori di pace nella vita quotidiana, contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa.
Non più la mia parrocchia, ma la nostra comunità”
Nel giorno della Solennità del Corpus Domini, giovedì 4 giugno 2026, l’arcivescovo Lauro Tisi consegna alla Chiesa di Trento la nota pastorale “Verso i Fuochi Eucaristici”, un documento che intende accompagnare le comunità cristiane della Diocesi in un passaggio significativo di conversione pastorale, legato alla vita eucaristica, alla riorganizzazione delle celebrazioni domenicali e al cammino di unificazione degli enti parrocchiali.
Il testo nasce dalla consapevolezza che il tempo attuale, segnato da cambiamenti rapidi, dalla diminuzione dei presbiteri e dalla trasformazione della pratica religiosa, chiede alle comunità cristiane di abitare la realtà con creatività, speranza e responsabilità. Non si tratta, sottolinea l’Arcivescovo anche alla luce dell’esperienza della Visita pastorale, di una semplice operazione organizzativa, ma di un percorso spirituale ed ecclesiale: ritrovare nell’Eucaristia il cuore della vita comunitaria e lasciarsi plasmare da essa.
Fuoco Eucaristico, per celebrazioni più partecipate
Il Fuoco Eucaristico viene definito come il convergere di più comunità cristiane limitrofe in un’unica celebrazione domenicale o festiva. L’obiettivo non è impoverire la vita delle parrocchie, ma qualificare il momento celebrativo, rendendolo più partecipato, curato e capace di valorizzare le diverse ministerialità: cori, lettori, ministri della comunione, ministranti, sacristi, volontari e laici corresponsabili.
“L’Eucaristia rimane al centro della vita delle comunità, che si radunano da più parti attorno a un’unica mensa”, scrive don Lauro. Da qui l’invito a superare una visione frammentata o localistica della vita parrocchiale: “Non più ‘la mia parrocchia’, ma ‘la nostra comunità’”.
Testo integrale della nota pastorale
Commento al Vangelo di domenica 26 luglio
Fine
“Così sarà alla fine del mondo.”
Il divenire dell’universo e la sua esistenza presentano una complessità che va oltre l’ordine della natura, rivelando e nascondendo nello stesso tempo un di più che non siamo in grado di cogliere con la sola conoscenza.
Nel principio e nella fine di ogni cosa, all’inizio e al termine di ogni vita, c’è un passaggio qualitativo che la natura non gestisce ma subisce.
La vita è una traiettoria che si evolve e si modifica procedendo verso un suo completamento: la morte per chi non crede che la vita sia eterna, il compimento per chi crede nella novità di “cieli e terra nuova”, il Paradiso.
L’ordine della natura inizia e si compie in un prima e un dopo che sono avvolti nel mistero della creatura e del Creatore: Da dove vengo? Dove vado?
Una fine che diventa un fine: Perché vivo? Per chi vivo?
Una nostalgia e una sete di novità che ci rendono inquieti, curiosi, credenti o non credenti: Cosa mi soddisfa? Che senso ha il progresso?
Una coscienza morale che ci aiuta a cogliere il bene e il male che sono insiti nella storia: Ci sarà una giustizia uguale per tutti? Ci può essere il perdono?
La ricerca scientifica e la medicina devono andare di pari passo con il rispetto della vita: È giusto dare la morte (eutanasia)? È giusto accanirsi nelle terapie?
L’evoluzione della specie umana non è una teoria scientifica ma un progresso qualitativo oltre che quantitativo: Quando mai la scimmia ha iniziato a parlare?
L’equilibrio fra il processo naturale e l’impatto ambientale attuale modifica il corso della natura: È pro o contro l’uomo? Perché i cambiamenti climatici?
La ricerca di senso non dà solo risposte ma pone altre domande che trovano conferma nella fede: Chi mi ha dato la vita? È mia proprietà o è di Dio?
“Cristo ieri e oggi, Principio e Fine, Alfa e Omega: a lui appartengono il tempo e i secoli”: Credo nella risurrezione di Cristo? E nella risurrezione della carne?
“Ora si compie il disegno del Padre: Fare di Cristo il cuore del mondo”.
