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Messe festive nella Valle del Chiese
SABATO E VIGILIE
ore 18.00 Baitoni, Por
ore 18.30  Brione
ore 20.00 Bersone,  Cimego,
Lodrone

DOMENICHE E FESTE
ore 9.00  Castel Condino, Daone
ore 9.30  Darzo
ore 10.30  Creto
ore 11.00 Bondone
ore 16.00 Faserno
ore 18.00  Agrone, Prezzo
ore 20.00  Condino, Praso, Storo
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ORARI SANTE MESSE
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Parrocchie della Valle del Chiese - Diocesi di Trento
Rilfessione sul Vangelo
 
 
 

 

Cammino Sinodale
 

Il Cammino Sinodale: cos'è?
Il Sinodo voluto e avviato su impulso di Papa Francesco è un percorso che si sta sviluppando e ci accompagnerà per alcuni anni e vedrà coinvolto tutto il popolo di Dio: l'intera Chiesa universale. L'essenza di questo percorso è riassunta nella stessa parola "sinodo" cioè "camminare insieme sulla via". Essere Chiesa, infatti, significa essere tutti insieme sulla strada, guidati dello Spirito Santo. Siamo in cammino con Gesù (Via, Verità e Vita), ma anche con tutte quelle persone che in questo tempo Dio ci fa incontrare nei nostri ambienti quotidiani: di lavoro, di servizio, di formazione, del tempo libero. Sono ambiti dove si mettono in gioco molte dimensioni della vita: la creatività, lo sviluppo delle capacità, l'esercizio dei valori, il dialogo con gli altri e dove sperimentiamo l'importanza delle relazioni tra noi. Per questo i primi due anni (2021-2023) verranno dedicati all'ascolto diffuso: dei fedeli, delle comunità, di chi finora non ha avuto voce e di realtà non strettamente ecclesiali ma ricche di valori umani e che proprio per questo devono essere ascoltate.
Si partirà da una domanda, articolata in due sotto domande, che però starà sullo sfondo in questo tempo di ascolto: Chiesa, per te? Che cosa suscita in te la parola Chiesa? Qual è la tua esperienza della comunità credente? Perché sullo sfondo? Non possiamo non apprezzare e ringraziare per i progressi conseguiti nei vari campi della ricerca, nel campo della formazione, nella qualità dei servizi alla persona, soprattutto ai più fragili. È il punto di partenza perché i luoghi della vita e la Chiesa possono entrare in un dialogo intenso ed efficace, operando affinché tutti gli uomini possano aprirsi alla speranza di un mondo nuovo. Quanto emergerà verrà inviato in Diocesi (camminosinodale@diocesitn.it) per un'elaborazione generale, che in seguito sarà rilanciata a tutta la Chiesa di Trento. Verrà pure inviato un testo sintetico alla CEI, che a sua volta farà un'elaborazione di tutte le riflessioni pervenute dalle Diocesi italiane. Quanto raccolto servirà per i successivi passi del Cammino sinodale. Lo scopo del Cammino sinodale non è produrre documenti, ma "... far germogliare sogni, susci-tare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un'alba di speranza, imparare l'uno dall'altro e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani" (Papa Francesco, 3 ottobre 2018). Attraverso questa esperienza non si vuole arrivare ad un'altra Chiesa, ma ad una Chiesa di tutto il popolo di Dio che sia diversa nel suo stile di camminare insieme. Una Chiesa più sinodale nel suo modo di essere e di agire.
Lettera del Vescovo 

 
 
Care famiglie,
vi invito a proseguire il cammino ascoltando il Padre che vi chiama:  fatevi missionarie per le vie del mondo!
Non camminate da sole!
Voi, giovani famiglie, fatevi guidare da chi conosce la via, voi che siete più avanti, fatevi compagne di viaggio per le altre.
Voi che siete smarrite a causa delle difficoltà non fatevi vincere dalla tristezza, fidatevi dell’Amore che Dio ha posto in voi,
supplicate ogni giorno lo Spirito di ravvivarlo.
Annunciate con gioia la bellezza dell’essere famiglia!
Annunciate ai bambini e ai giovani la grazia del matrimonio cristiano.
Donate speranza a coloro che non ne hanno.
Agite come se tutto dipendesse da voi, sapendo che tutto va affidato a Dio.
Siate voi a “cucire” il tessuto della società e di una Chiesa sinodale, che crea relazioni, moltiplicando l’amore e la vita.
Siate segno del Cristo vivente, non abbiate paura di quel che il Signore vi chiede né di essere generosi con Lui.
Apritevi a Cristo, ascoltatelo nel silenzio della preghiera.
Accompagnate chi è più fragile fatevi carico di chi è solo, rifugiato, abbandonato.
Siate il seme di un mondo più fraterno! Siate famiglie dal cuore grande!
Siate il volto accogliente della Chiesa! E, per favore, pregate, sempre pregate!
Maria, nostra Madre, vi soccorra quando non ci sarà più vino, sia compagna nel tempo del silenzio e della prova, vi aiuti a camminare insieme al suo Figlio Risorto.
(Papa Francesco 25. 6. 2022)
Messaggio alle Famiglie
Nuovo prete per la nostra Diocesi
“Caro Matteo, oggi con tutta la nostra Chiesa, chiedo per te al Padre il dono dell’incanto per il Dio della vita che ha danzato nella splendida umanità di Gesù. Lui, e non altro, è il focus attorno a cui sei chiamato ad organizzare la tua vita presbiterale“. Le preghiera accorata dell’arcivescovo Lauro risuona in cattedrale a Trento, nel pomeriggio di sabato 18 giugno, poco prima di imporre le mani per ordinare prete diocesano Matteo Moranduzzo, 25 enne di Castello Tesino. “Chi ti incontra, possa trovare in te – ha proseguito don Lauro, fissando lo sguardo del novello prete – la passione per Gesù di Nazareth, non l’uomo del sacro, il mestierante religioso. La tua vita – ha aggiunto il vescovo – sia spazio aperto dove poter intravvedere la Luce gentile del Maestro non il diaframma che impedisce l’incontro”.
L’invito evangelico ai discepoli – “Venite in disparte e riposatevi un poco.” (Mc 6,31) – è per l’arcivescovo la condizione essenziale per scongiurare “come preti, la tragica possibilità di non conoscere la fame e la sete di Dio, riducendo il ministero al mero esercizio di un compito educativo, di sostegno e consolazione. La nostra missione – aggiunge il vescovo rivolto non solo ai preti (molti  presenti in cattedrale) – è un’altra: liberare il desiderio di Dio, portare l’uomo fino alla soglia di Dio, per poi tirarsi in disparte e lasciare campo a Lui. Questo è possibile solo nella misura in cui il prete per primo cerca Dio, andando ben oltre il compito e il ruolo che svolge”.
La Prima Messa di don Matteo domenica 19 giugno alle 15 a Castello Tesino.
Arrivederci don Costantino!
Le Comunità  dell'Unità Pastorale Madonna dell'Aiuto, domenica 26 giugno ad ore 20.00 nella  Chiesa di San Floriano di Storo nel corso della Santa Messa animata dal Gruppo Missionario hanno ringraziano don Costantino Malcotti, che dopo un breve soggiorno  tra noi, torna nella sua amata missione in Africa.
“Ogni cristiano e ogni comunità è missionaria
nella misura in cui porta e vive il Vangelo e testimonia l’amore di Dio verso tutti, specialmente verso chi si trova in difficoltà.
Siate missionari dell’amore  e della tenerezza di Dio!”
Papa Francesco
XIV DOMENICA TEMPO ORDINARIO
3  luglio 2022
                       Dal Vangelo secondo Luca - 10,1-12.17-20
Riflessione di don Luigi Mezzi
Nome
“…rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti in cielo.”
Il nome indica identità e appartenenza, responsabilità e chiamata, unicità e differenza, perché il nome è la persona stessa.
Il nostro nome non ce lo siamo dato ma ce l’hanno dato gli altri, assieme alla vita e al battesimo; con questo nome ci riconosciamo e ci facciamo conoscere.
Dio ci ha rivelato il suo nome più con quello che ha fatto per noi che per quello che è in sé, perché questo resta un mistero: “Io sono”; e Gesù ci ha insegnato a chiamarlo col nome di Padre.
La creazione è la chiamata di Dio all’esistenza e il primo compito che lui affida all’uomo è quello di dare un nome a tutti gli esseri viventi.
Quando il Signore chiede all’uomo di non nominare il suo nome invano, non intende solo di non bestemmiare, ma di rispettare la sua diversità da noi.
Negli Atti degli Apostoli si racconta che Pietro e Giovanni salivano al Tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio e, ad uno storpio che chiedeva loro l’elemosina, Pietro rispose: “Non possiedo né oro né argento, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazzareno, alzati e cammina!”.
Le chiamate di Dio nella Bibbia sono sempre per nome, perché il Signore ha un progetto unico e irripetibile su ogni persana umana.
Per questo il nome di battesimo diventa chiamata alla santità.
Chiamare una persona indica conoscenza, rispetto, valorizzazione.
Sentirsi chiamati vuol dire comprendere la propria unicità e capacità.
Dare un nome è riconoscere un’appartenenza e assicurare protezione.
Rispettare il nome è rispettare la persona che lo porta.
Usare il nome di un altro è manipolare, approfittare, sottovalutare.
Di fronte ai miliardi di uomini che sono vissuti, vivono e vivranno sulla terra, ogni persona è unica e singolare davanti al Signore, come se lui avesse scritto il nostro nome sul palmo della sua mano.